giovedì, 30 agosto 2007, ore 17:28
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LA DIFFICILE SCISSIONE
TRA
FICTION & REALTA'

Tema improbabile o improponibile? Difficile a dirsi come è difficile intraprendere il lungo viaggio che da anni sto seguendo con lo scopo di arrivare là dove la fiction diventa realtà. In realtà (scusate il gioco di parole) ciò che voglio mostrarvi è l'ennesimo lato perverso di questa società, di questi inutili esseri umani apparentemente dotati di cervello, in realtà potenziali illuminati con una scatola vuota in testa. Direte voi, è più semplice offendere che fare i complimenti, vero, sembriano destinati a scannarci a vicenda per sopravvivere (che parolona...quanta gente vive per sopravvivere senza un fine un perchè una domanda sulla propria esistenza), ma qui stiamo aprendo troppe parentesi, il che non è male se poi riusciste a seguirmi. Definiamo ora due punti, la fiction è la realtà che noi vorremmo vivere, la realtà è la triste realtà altrimenti non desidereremmo la fiction. La fiction è finzione ma qui diventa sogno, realizzazione dei sogni. La realtà è la mera illusione o la mera felicità materiale. Se vediamo la fiction sotto questo aspetto ci troviamo in un grande calderone, in una grande finzione reale, cioè una realtà alternativa, cioè un'alternativa e se desideriamo le alternative significa che vogliamo migliorare la nostra realtà. Dove ci porterà tutto ciò? Al titolo dell'articolo, ve lo dico subito, e ci vuole poco a perdersi tra le parole, la finzione e la realtà, perchè forse anche ciò che sto scrivendo è finzione o desiderio di infondere la volontà di fiction nel lettore. Sparire dalla realtà, crearne una nuova e rivivere la realtà sotto punti di vista differenti. Uno shock, ci vuole una scossa nella vita reale? Si. Bene. Ma che tipo di scossa? Non quella di Amadeus, che è finzione, è fiction finta, appartiene alla realtà finta, distrae, è distrazione pura. Ci vuole la scossa di coscienza! Eh? La visione della Madonna, di Dio, di un Alieno, o semplicemente la vicinanza di una persona emotivamente Superiore, una superiorità gnostica, un qualcosa che ti eleva lo spirito senza cambiarlo, elevare e quindi non cambiare. Se ti elevo fisicamente, ti sembra di volare, il significato è lo stesso ma voli con la coscienza, non con il fisico e non con la testa, se voli con la testa non è fiction ma sogno. La fiction è il desiderio post-elevazione-di-coscienza. Ciò che è finto per questo mondo è cosa buona, la finzione nella realtà a scopo di elevazione, fantastico, è questo il messaggio. Difficile scandalizzarsi in questa società se non si costruisce una barriera anti-realtà, quindi anti-follia, abominevole e contorta ma capovolta di fronte alla realtà che è fiction manipolata, quindi lo scarto di tutto e tutti, di tutte le coscienze, gli escrementi delle coscienze, sempre che in certe persone esistano come le anime (l'illustre prof. Malanga avrebbe da dire qualcosa..).Quindi la vita è insoddisfacente, o meglio la realtà, io fingo nella finzione di questa società per elevarmi e quindi vivo in una fiction per me reale ma dentro un mondo irreale per gli altri. Questo è il messaggio base. Ci ritorniamo prima o poi forse..


domenica, 26 agosto 2007, ore 09:43
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LE INTERVISTE DI LOST HIGHWAY
Elisa "Eliselle" Guidelli




Cosa ti affascina del mondo medievale? Ti sei laureata con una tesi su un incunabolo inedito del 1492 ed il tuo ultimo lavoro, benché sia scritto a sei mani, è un romanzo storico (“Francigena – Novellario a.D. 1107”)…
Non saprei dirti, è la visione d’insieme del Medioevo che ha sempre stimolato il mio interesse e la mia immaginazione sin da quando ero bambina. Ovviamente, crescendo e studiandolo sotto gli aspetti storico scientifici, mi sono dovuta liberare di quell’aura di romanticismo di cui l’avevo ammantato, imbevuta com’ero di canti epici e storie fantastiche. Ma l’amore è rimasto, soprattutto per l’Alto Medioevo, il periodo più antico. Il romanzo Francigena – Novellario a.D 1107 ha preso spunto da lì.

Hai sostenuto un “Corso di Specializzazione Intensiva in Diritto della Comunicazione”, quindi sai trattare o plasmare bene la comunicazione mediatica, oltre al fatto che collabori a molteplici portali online (dalla cultura all’erotismo, dall’attualità al fumetto)… Quella della comunicazione è una strada che ho intrapreso nel ’99 buttandomi sul web e mettendomi alla prova, ma è un cammino in perenne evoluzione e apprendimento, il mio. È difficile quando trovi pochi appoggi e quando fai tutto da solo, ma vado avanti: è l’unica soddisfazione che mi posso permettere, per il momento non so ancora dove mi porterà la mia testardaggine a mantenere aperta e battuta questa strada.

Quando hai capito che la scrittura faceva per te? Da bambina. Il linguaggio per me è sempre stato la scrittura. A parole faccio fatica a esprimermi come voglio davvero.

“Ecstasy Love” è uscito con un cd musicale, una specie di musicoterapia? Qual è il tuo legame con la musica? Nulla di terapeutico, semplicemente un omaggio agli anni Novanta e a quello che hanno rappresentato per la mia generazione. Il CD è nella prima versione di Ecstasy Love. La seconda, uscita per la Eumeswil, è più ampia e si è arricchita di un gran numero di pagine scritte, ma non ha il CD: ora gli stessi pezzi si possono scaricare dalla rete, basta andare qui per tutte le info http://myspace.com/delirionet

Quanto c’è di autobiografico nel disagio giovanile proposto tra le pagine dei tuoi libri? La mia adolescenza e i miei primi vent’anni sono stati anni difficili per me stessa e per chi mi stava intorno, poi ho ritrovato un equilibrio ma non ho mai smesso di ascoltare e tenere le orecchie aperte sul disagio giovanile di cui si fa un gran parlare, ma sempre più spesso superficialmente, senza fare nulla di concreto per arginarlo o aiutare i ragazzi a uscirne. Mi sono sempre limitata a raccontarlo, ma con Ecstasy Love ho voluto fare qualcosa di più dopo la scrittura: sto organizzando incontri coi ragazzi, nelle scuole, per confrontare e parlare di argomenti scottanti. Questo è un passo che, nel mio piccolo, mi sono sentita di fare. La scrittura non dev’essere fine a se stessa. Almeno, non sempre.

Alcool, musica techno, droghe, preferisci descrivere la realtà o ti senti in grado di predire il futuro e indicare una via ai giovani d’oggi? La via non posso indicarla io, non sono un messia né una veggente. Come ti dicevo prima, posso solo dare il mio piccolo contributo per fare sì che i ragazzi trovino le risposte che cercano nella lettura e nei libri. Dopotutto chi legge trasforma il testo, lo fa proprio, lo trasfigura in qualche modo. Ed è giusto così.

I libri di Moccia sono già un cult, ti sei mai chiesta il perché? I giovani si rispecchiano nella mediocrità di quei testi? Io ho letto solo Tre metri sopra il cielo, non saprei giudicare complessivamente, ma credo che l’immediatezza delle storie e il linguaggio vicino a quello dei giovani gli abbiano portato fortuna.

Il quotidiano di Feltri “Libero” sta portando avanti una inchiesta sul frocettismo dilagante, cioè sull’uomo femminile (non omosessuale) dedito al culto del “jeans a vita bassa con slip in mostra”, del “gesticolare animatamente”, del “succhiare il lecca lecca”, dello “schiavismo maschile al solo scopo di conquistare le donne”. Una importante inversione di tendenza rispetto al macho di un tempo, nonostante la donna, uscita dall’adolescenza, tenda poi a legarsi al “vecchio” uomo forte e sicuro di sé. Cosa ne pensi… Nel mio nuovo romanzo tocco questo tema. Lo prendo “alla larga”, ma è uno degli argomenti che vengono toccati dalla protagonista. Io sono un’amante dell’equilibrio: un uomo deve avere la capacità, come la donna, di mediare tra le due parti di sé, trovare un punto d’incontro tra quella femminile e quella maschile e far dialogare questi due aspetti che sono intrinsecamente legati e fanno parte di ogni individuo. I ruoli che hanno appiccicato addosso ai sessi nei secoli li trovo ingiusti e antiquati: sarebbe un bene se ognuno rivendicasse la propria personalità e i propri atteggiamenti cercando di ascoltare se stesso, e non la società, i media o “quello che qualcun altro decide sia giusto”.

Hai un blog, cito le tue parole “…continuo a scrivere. Per me. Per chi trova qualcosa in ciò che scrivo”. Quanto è importante la comunicazione diretta con gli altri? È importantissima, e sebbene io sia sempre stata un po’ castrata dalla mia timidezza, nel corso degli anni ho imparato ad apprezzare il confronto. Certo è difficile, per rapportarsi agli altri e alle critiche serve una certa maturità: la soluzione è non prendersela e cercare di distinguere con la maggiore obiettività possibile quelle costruttive, che ti aiutano a migliorare, da quelle gratuite, che sono semplici iniezioni di veleno e invidia. Ma comunque, comunicazione è scambio, quindi leggo e scrivo e mi fa piacere scambiare pareri con chi ha le mie passioni.

Sull’ultimo numero di FoxUomo parli di fantasie sessuali, vuoi usufruire di questo spazio libero da censure? Ho notato che prediligi la lentezza, i preliminari, il tatto… In un mondo in cui vengono richiesti ritmi da infarto, l’unica risposta, almeno per me, è quella di ritagliarsi uno spazio e gustarsi almeno la sessualità con più attenzione ai particolari. La lentezza è un valore molto grande, al giorno d’oggi, e mi piace coltivarla almeno nella sfera più intima.

http://www.eliselle.com

http://eliselle.splinder.com


sabato, 25 agosto 2007, ore 11:40
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TI PIACE DARIO ARGENTO?



Escluse le primissime opere, Dario Argento non mi ha mai affascinato del tutto, l'italianità del suo apparire, la sua forma di arte thrillerifica, figlia del genere e degna erede del provincialismo di Fellini e Avati, è delocalizzazione della tragedia, è significato lisergico e sanguigno, ottimi aspetti di un linguaggio a volte frenato dai suoi stessi impulsi e gli ultimi lavori lo dimostrano eccetto uno. Ieri sera in prima serata Rai2 ha trasmesso un film horror (incredibile!!! ma vero) ma è bene specificare: un film horror per la tv sceneggiato e diretto da Argento, commissionato dalla Rai (ah bè allora...) e passato il 24 di AGOSTO. Ciò nonostante la buona fattura del prodotto mi ha fatto riflettere (il film è "Ti Piace Hitchcock?") perchè con una storia di fondo apparentemente banale - seppur supportata dalle musiche del maestro Pino Donaggio e da una produzione di medio livello - è stato costruito un film non eccelso ma comunque buono per la tv. E questo dovrebbe far pensare tutto il mondo cinematografico italiano, se per far muovere la Rai o comunque il mercato horror-thriller italiano deve esserci il nome di Dario Argento allora non c'è speranza per nessun'altro. Guardatevi il film se non lo avete già fatto, magari noleggiatelo, non vale la pena conservarlo per troppo tempo nella vostra videoteca, ma avrete passato dei bei "minutaggi italiani" come non se ne vedevano da troppo tempo.
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sabato, 18 agosto 2007, ore 12:54
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NASCE MYSPACE
http://www.myspace.com/rebisvertigo

Nasce myspace per stare al passo coi tempi e relazionarsi più velocemente col web, non scompare il mio punto di riferimento http://losthighway.splinder.com, vero fulcro della mia attività online.
Benvenuti a tutti coloro che vorranno aprire la mente, che il corpo di luce vi illumini.

http://www.myspace.com/rebisvertigo
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venerdì, 17 agosto 2007, ore 09:09
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TOP SECRET
IL PORNO IN ITALIA




Interessantissima puntata del programma di Claudio Brachino "Top Secret" sul mondo del porno (ieri sera), analizzando il business italiano, la solita legislatura "tutta italiana", il caso Moana Pozzi e la diffusione dell'aids negli Stati Uniti. Apro una piccola parentesi su questa tematica poichè troppo spesso si tende a sparlare del porno senza conoscere come stanno veramente le cose (ma questa è una pratica comune a molti in ogni campo). Come brillantemente riportato dal programma, grazie alla disponibilità di personaggi di spicco dell'industria pornografica italiana, in Italia (così come nel resto d'Europa) si producono film a basso budget girati prevalentemente nei paesi dell'est dove la massiccia presenza di belle donne alimenta un mercato in apparenza in crisi. Se le vendite dei dvd trovano l'ostacolo della fasulla legge italiana (si possono vendere solo in negozi specializzati - a patto che siano ben nascosti, eccezion fatta ovviamente per i sexyshop - ed anche nelle edicole, oltre alla vendita online) in realtà il giro di soldi globale è talmente elevato da non aver mai conosciuto un grave tracollo economico. Inoltre la legislatura imporrebbe il divieto alla realizzazione di tali filmati, quando in realtà grazie alle solite scorciatoie italiane tutto ciò non trova riscontro ed il mondo pornografico si muove come meglio crede. Semmai l'unico problema sarebbe legato alle capacità delle pornostar italiane, a quanto pare troppo ignoranti in confronto alle ragazze straniere (soprattutto dell'est) obbligate a saper almeno l'inglese come lingua straniera per avere un futuro. Un dato preoccupante, emerso sempre dal programma del buon Brachino, è la "tiratura" di elementi molto "peccaminosi" quali l'incesto, il bondage ed il sadomaso. Qui si potrebbe divagare per ore ma riassumendo in poche parole sono dell'idea che le regole della società (da noi autoimposte) frenino quell'animalesca natura insita dentro ognuno di noi. Se queste pratiche fossero largamente accettate parleremmo di un altro mercato in espansione per il semplice fatto che "il vietato" alimenta curiosità e voglia di trasgredire. E' solo una analisi del fenomeno, non una proposta. Come più volte riportato sul blog resto dell'idea che trasgredire nel sesso, nella propria intimità sia lecito e moralmente non in discussione, soprattutto ai nostri giorni, forse l'unico buon rifugio materiale (ahia!) all'esistenza terrena. Del caso Moana Pozzi inutile spendere troppe righe, è comparso il suo presunto figlio e ancora si lucra sulla morte dell'unica pornostar-intelligente. Semmai si potrebbe analizzare il fenomeno del porno al suo interno, cercando di capire cosa spinge un'attrice o un attore a fare questo mestiere, ed è quello che Lost Highway vuole fare, in cantiere una interviste esclusiva ad una delle rivelazioni del porno made in Italy. Il rischio, d'altronde, è molto alto se pensiamo al caos generato da un attore americano infetto e consapevolmente portatore del virus mentre faceva sesso con moltissime partner (ovviamente infettandole). Una di queste ha rilasciato una commovente dichiarazione a Top Secret (in realtà al programma americano tradotto in italiano) nel quale emergeva la povertà umana di questa ragazzina, spinta al successo carnale facile che al primo rapporto di lavoro è stata contagiata e quindi uccisa ancor prima di morire. Se l'industria del porno si permette il lusso di vivere di rendita (anche se il famoso Rocco vive all'estero e le produzioni italiane oltre a potersi permettere solo location straniere, almeno per il 70%, pagano stipendi umani agli attori e alle attrici) l'unica causa è la ricerca del piacere facile negli esseri umani. Quindi non solo "gli sfigati single" ma anche le coppiette, adulti con figli, arzilli anziani e persone puritane, almeno una volta nella vita hanno acquistato o visionato un film porno con lo scopo di godere, di sollecitare le proprie fantasie, di rendere frizzante il rapporto col partner, di vivacizzare una vita sessuale piatta alla quale molto spesso rinunciamo per stanchezza da lavoro e stress familiari. Questo mondo vi schifa? Siete cattolici e benpensanti? La libertà sessuale passa da qui, meglio riprodursi e riprodurre le proprie fantasie che uccidersi e distruggere la natura. Se andiamo indietro nel tempo ci rendiamo conto che da molti secoli gli oggetti sessuali (pietre falliche) e le perversioni (arti rupestri e geroglifici) sono parte dell'essere umano e gli effetti benefici sullo stato di salute personale sono sotto gli occhi di tutti. Scopate e guardate film porno, i peccati sono altri e ci cadranno sulla testa come macigni.

[nella foto un'inedita Selen]

Siti consigliati ad un pubblico adulto:
http://www.deltadivenere.com
http://www.superzeta.it
http://www.maxhardcore.com
http://axelbraun.net

giovedì, 16 agosto 2007, ore 12:12
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LE INTERVISTE DI LOST HIGHWAY
Gisela "Gisy" Scerman



Nel presentare il tuo ultimo libro “
La Ragazza Definitiva” (titolo forte su cui ci torniamo poi), dici “Amore per la vita, e fatica di stare al mondo, quando la bellezza e l’intelligenza diventano quasi un impaccio. O una condanna.” Sei modella e di una bellezza “fumettistica”, cerchi di nasconderla dentro “un personaggio di fantasia” per far emergere la tua bellezza interiore? Non credo tanto emerga una bellezza interiore dal libro, o almeno, l’intento non era questo, forse più un aspetto sado-masochistico mentale che la protagonista vive nelle relazioni che le capitano a tiro. Volente o nolente si ritrova con una certa insofferenza della quale vorrebbe fare a meno, ma alla quale non può rinunciare; naturalmente anche per una sorta di salvezza istintiva. “Amore per la vita, e fatica di stare al mondo, quando la bellezza e l’intelligenza diventano quasi un impaccio. O una condanna.” La prima parte della frase mi rispecchia, la seconda no, comunque non l’ho scritto io. Fatica di stare al mondo sì, tanta - bellezza e intelligenza che impacciano, non mi riguarda più di tanto - credo che comunque ci si ritrovi al mondo sia comunque una fatica, belli brutti, intelligenti o no, ognuno interpreta le magagne del mondo con i propri mezzi a disposizione, ma son sempre magagne in fin dei conti.

Quando si parla di femminilità germanica e di erotismo si tende ad associare (in ambito letterario-esoterico) questa figura di donna possente all’immaginario nazista-esoterico. Tu nasci in Germania e vivi in Italia, quanto ti senti donna e quanto italiana? Che sono donna me lo ricorda continuamente questa società, nel bene e nel male; poi, certo, essere donne ha anche dei vantaggi, e dunque perché non sfruttarli finché si può? Di fatto son sempre cresciuta in Italia a parte i primissimi anni a Monaco, comunque son molto affezionata all’Italia con tutti i difetti degli abitanti è una bella terra, anzi più che bella; e amo l’Emilia Romagna dove son venuta a vivere dal Veneto. Sembrerà modesta, ma per me questa è stata la conquista più grande finora.

Dici “Lo scrivere per me diviene una specie di sopravvivenza, un modo altro di esorcizzare le proprie angosce”, ricollegandomi alla prima domanda, ti senti un po’ in gabbia in questo mondo? Oh beh certo, non è facile rendersi liberi. Essere liberi significa rinunciare al mondo in cui siamo cresciuti, in cui viviamo; c’è chi si atteggia alla rinuncia, ma è spesso solo un atteggiamento perché essere veramente liberi significherebbe essere eremiti. Ho stima di chi ci riesce, ma la libertà è una conquista difficilissima causa tutte le cose instillate dalla nostra cultura. Mi verrebbe da dire che è lì, in quella condizione che nasce “l’erba voglio”, proprio perché si riesce a raggiungere quello stato di non dipendenza dal volere, così non volendo, con una grandissima volontà tra l’altro, si riesce ad essere. Scrivere è un angolo ipotetico dove ci si può ritirare, finché non viene corrotto da tutto quello che poi dice la critica, e da tutte quelle che sono ancora influenze su di un atto puro. Del resto è un serpente che si mangia la coda, inevitabile. A questo mondo bisogna vivere, per vivere anzi per convivere bisogna arrivare ad un compromesso, uno sceglie penso quello che crede per se stesso il compromesso minore.

Cos’è l’amore? E’ volere il bene delle persone a cui vuoi bene.

Cos’è il sesso? Chiavare, con tutte le sue varianti.

Le persone che ti stanno accanto sono lo scenario di un poema epico o il contorno inefficace della tua vita? Non parlo molto nel libro delle persone che mi stanno accanto, a parte alcune eccezioni come Antonio l’alter ego maschile. I personaggi che prendo in esempio, che sono quasi tutti delle toccate e fuga, piuttosto si può dire che hanno sfumature epico-moderne, fanno da scenario alla vita di tutti i giorni che è epica sotto molti aspetti. Contorno inefficace della mia vita - non so bene cosa intendi, ma ad occhio e croce direi di no…

Sei appassionata all’universo scientifico, in particolare alla chimica e alla genetica, e studi biotecnologie all’Università di Reggio Emilia, cosa ti lega a questo mondo? In maniera casuale, ricordo che ero in gita scolastica alla fine delle elementari, e guardando su di un pacchetto di caramelle delle sigle che indicavano i coloranti, in maniera superficiale ho cominciato ad appassionarmi alla realtà dei componenti alimentari. Da lì in poi ho sempre nutrito una grande curiosità nei confronti della chimica. Poi per un periodo è stato tutto in sedimentazione, a scuola alle superiori ero un disastro, non ci andavo mai, o ci andavo per finta, stavo anche molto male, soffrivo già allora di attacchi di panico. Prendevo la corriera e invece di andare a scuola mi ritrovavo nei bar con gli altri ragazzi che bigiavano, o andavo a vedere le manifestazioni in città; non che interessassero, ma dovevo far finire la giornata. Così ho perso 2 anni, dopodichè mia madre mi ha mandato a lavorare inferocita che passassi il tempo così, (ridandole i soldi delle iscrizioni precedenti!). Da lì, in un albergo a Trento, avevo 15 anni, facevo le camere la mattina e lavavo i piatti pomeriggio e sera. Un giorno ho ricominciato a leggere le etichette dei detersivi, i tensioattivi ionici, non ionici, ecc, tornavano ad essere una passione, così come la chimica degli alimenti. Ho preso diversi libri sull’argomento lì, in fretta e furia, quelli che potevo trovare in quel paesino di montagna! Capivo che quella sarebbe stata una parte importante per me…  Da lì in poi non mi sono più fermata . Ma per essere veramente libera di gestire il cuore e la mente dovevo venirmene vai da Vicenza e questo avvenne 2 anni dopo, miracolosamente dopo quell’estate era come se mi si fosse scaravoltata la mente e nonostante le magagne, gli studi che scelsi in seguito andavano benissimo. Credo che il mondo, l’universo si spieghi sempre in rapporti di micro e macrocosmo, senza il primo non ci sarebbe il secondo, non vale viceversa visto che gli atomi se ne possono stare in panciolle fregandosene di cosa pensiamo noi, e se pensiamo e se mai esistesse un’anima è perché gli atomi ci danno la possibilità di rappresentarla. Almeno razionalmente parlando. Ciò non toglie comunque che esista un’influenza reciproca molto, ma molto spinta e stretta. E’ un discorso parecchio complesso però da spigare.Ma questo mio interesse è del tutto irrazionale, mi spinge alla volontà di conoscenza perché sento la necessità di andare a fondo, di come le molecole danno vita a quella che noi chiamiamo realtà. Lo vivo sotto un aspetto ludico, giocoso. Peccato che abbia dei limiti non indifferenti nella comprensione matematica. Purtroppo non è proprio il mio campo, il che mi rammarica molto, perché la matematica è importante nella comprensione dei principi universali. E’ come se una sensazione che tu senti dentro debba in un qualche modo confermarla con delle leggi esistenti. Viceversa c’è magari c’è chi è un ottimo matematico e non sente questa pulsione emotiva verso l’universo che ci crea, che ci circonda che siamo. Ma la legge che “chi ha il pane non ha i denti e viceversa” … è una grande verità. Spesso.
Trovo grandissimo il ricercatore Cavalli-Sforza, nonostante l’età sa raccontare la scienza in una maniera narrativa esaltante, uno dei miei libri preferiti in ambito Geni-popoli e lingue ed Adelphi, per me è una piccola bibbia. Lo consiglio vivamente a chi ne fosse interessato, e pure Bergson “L’evoluzione creatrice”, anche se è un po’ snobbato ormai, ma resta un grande maestro dell’anima, una nota di merito non indifferente anche a Monot con “Il caso e la necessità”. Filosoficamente molto interessante.

Trovo che sei incuriosita dall’immaginario fetish, cosa ti affascina? Anche qui mi ci son ritrovata abbastanza per caso; non è che l’abbia cercato a dire il vero, mi interessava essere fotografata, e per caso ho conosciuto fumettisti dell’eros italiano, con tutti i corollari che ci stavano attorno, tra cui pure il fetish. In parte ho apprezzato parecchio, soprattutto il feticismo legato all’immaginario pin-up anni ’50 Bettie Page e via dicendo. Poi si conoscono un sacco di sfaccettature interessanti della sessualità degli altri. Ti apre un modo, e capisci che il sesso non è solo infilare l’uccello o aprire le gambe. Per fortuna.

Oltre al presente blog (di ispirazioni lynchiana) e ad altre tante cose di cui mi occupo, gestisco la più grande community lesbo-italiana, che rapporti hai con lo stesso sesso e credi veramente (come dice Cristina Pavarotti) che il futuro sia androgino? L’uomo moderno si può definire “eterino” (cioè legati a principi e stili di vita femminili)? Sicuramente le differenze tra maschile e femminile si stanno assottigliando. Questo riguarda il pensiero, e di conseguenza anche tutta la cultura che ne deriva, atteggiamenti vestiario ecc. Ma non penso sia un muro così facile da abbattere, il maschile e femminile resta sempre un argomento di grandissimo interesse e finché c’è, significa che le differenze ancora esistono. Non vorrei che l’assottigliamento delle differenze vada a scapito dell’attrazione, ma più probabilmente anche questa considerazione fa parte di un retaggio, è più facile ci sia un’evoluzione dell’attrazione. Le persone si son sempre adeguate al mondo in cui si son ritrovate ed i rapporti tra queste di conseguenza. L’uomo eterino come tu definisci è circoscritto ad un modello di vita laica che viene continuamente propinato dalle soap opera, ma non credo sia così diffuso nella realtà. Però è vero che i giovani di oggi son più disposti a supplire alcune mansioni che un tempo erano viste come esclusivamente femminili; mentre generazioni meno recenti fanno una gran fatica ad accettare invece anche solo una possibile variante dei ruoli. Tutto questo penso derivi pure da  una consapevolezza che non si può più fare affidamento come un tempo ad un’istituzione solida come la famiglia di un tempo, uno sa che deve badare a se stesso, che di certezze ce ne sono molte meno, proprio perché la gamma di possibilità di scelta è aumentata incredibilmente. Poi i figli di oggi, son figli degli anni ’70 in poi, ancora reduci da un femminismo abbastanza marcato, almeno nei luoghi non periferici. Questo non lo dobbiamo dimenticare ed ha influito nella non trasmissione degli standard. A me tutto questo non dispiace a dire il vero, anche se ha il suo prezzo nell’instabilità quotidiana.

Sto “analizzando” via web una ragazza tedesca che vive a Roma, 18enne e con forti aspirazioni sadiche da mistress, da persona intelligente quale sei, che consiglio daresti ad una giovane ragazza per vivere la vita nel migliore dei modi? Trovo che l’esempio che ti ho riportato sia legato ad una forma di ribellione interiore… Non si possono dare ricette assolute, ogni persona è un mondo a sé, e sarebbe parecchio presuntuoso pensare di parlare per coscienza assoluta. Posso dire quasi per certo che a volte l’equilibrio che uno cerca passa attraverso disequilibri, soprattutto in quelle fase sperimentatrice post-adolescenziale. E quello che per una persona può essere l’equilibrio può  non esserlo per un altro. L’importante è non andare in un oltre dal quale poi fai fatica a tornare indietro. E’ chiaro che quando si è più giovani, si hanno più energie e quindi si può anche pensare di spendersi in tentativi più o meno azzardati, magari in cui credi e ti sembrano verità. C’è chi dice che “da giovani si è immortali”: io non concordo, a volte si fanno errori che ti cambiano tutta una vita. Io credo che se questa ragazza lo sente come necessità forte interiore faccia bene a farlo, per qualsiasi altro motivo che non sia una necessità no. Le forme di ribellione poi ce le abbiamo tutti o scrivendo, manifestando,componendo musica o producendo arte, in un modo o nell’altro gridiamo al patimento o alla noia che ci assale. L’importante credo sia farlo con una coscienza, cioè valutando le conseguenze delle nostre esigenze.

La Ragazza Definivita” è un titolo molto forte, definitiva poiché non vi sono alternative al tuo concetto o definitiva poiché ad un certo punto si diventa come la protagonista del tuo libro? Definitiva è ironico, non è mai definitiva, sempre in transazione di storia in storia, ma soprattutto nella mente e nel cuore, con un’unica costante: il dolore.

http://www.gisy.it

http://www.myspace.com/gisy79

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lunedì, 13 agosto 2007, ore 07:50
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LE INTERVISTE DI LOST HIGHWAY
Micol Arianna Beltramini



Micol apre le pagine della sua vita, racconta la genesi del suo essere, tocca i punti vitali della sua esistenza e mostra il lato romantico e sessuale della natura umana. Benvenuta su Lost Highway.

Sardegna, madre terra, la tua terra… parlami del tuo legame con lei, quanto la senti dentro, quanto ti manca vivendo nella nostra Milano?
Ora vivo a Roma comunque! A parte questo, la Sardegna è un’altra cosa, è un mondo suo e solo suo, una specie di Australia nazionale. So che mi ha regalato modi di essere e di sentire che non sarebbero stati miei se fossi nata a milano. E' all’origine della mia natura di animaletto, ad esempio e poi, diosanto, il mare. Ma non potrei viverci sempre, è troppo lontana da tutto, troppo ai margini.

Traduci opere letterarie dall’inglese e sei giornalista freelance (così recita il curriculum della tua casa editrice), hai anche altre passioni che coltivi con amore e dedizione? Oppure che amministri solo professionalmente senza sentimenti… Un giorno giuro voglio che qualcuno mi insegni ad amministrare le cose che faccio professionalmente e senza sentimenti! Dedico la mia vita non professionale alla ricerca della felicità, ai gatti, alle persone che amo. Al momento sto scrivendo un libro su Milano per Newton&Compton. Ah, e ho tre piantine di rose: una gialla, una bianca, una rossa.

Un blog ed un sito su myspace, quanto è importante per te comunicare, sia con te stessa leggendoti e riflettendo sia con gli altri sconosciuti navigatori del web? Scoprirò per l’ennesima volta l’acqua calda e dirò che internet è un miracolo da questo punto di vista. Ho un’idea meno che vaga di come sia potuto succedere: il giorno prima aspettavamo una lettera sette giorni e il giorno dopo avevamo le mail, le chat, i blog - gli online dating service, porco cane. A me a volte fa ancora l’effetto che deve aver fatto alla gente di allora la prima televisione. Certo ci sono dei contro, ma i pro sono veramente infiniti. E' sconvolgente il modo in cui si riducono le distanze, si abbattono muri interni ed esterni, si cercano e trovano i propri simili. Non avrei mai conosciuto gran parte dei miei migliori amici non fosse stato per internet. E no, non è tanto questione di rileggere me stessa, quello lo facevo già quando scrivere era questione di carta e penna. E' il confronto col resto del mondo che è impagabile.

Fare la scrittrice cosa significa per te e quando hai capito di poter seguire questo nuovo sentiero vitale? Scrivo da quando avevo sedici anni, quindi all’incirca da tredici. Non prevedevo di pubblicare mai. Mi ha notata Cristiano Armati, scrittore, editore e da circa due anni anche amico. Avevo mandato una mail a Coniglio cercando lavoro, lui mi ha risposto che no, lavoro non ce n’era, però visto che mi piacevano tanto i Lemming se volevo potevo provare a mandargli un racconto. L’ho fatto e lui ha deciso che gli piaceva.

Come nasce “Vienimi Nel Cuore”?
Come ho raccontato nella risposta qui sopra. La domanda successiva è stata, hai abbastanza racconti da riempire un Lemming? Ho risposto forse no, ma dove manca aggiungo. E così ho fatto: abbiamo iniziato a parlarne a fine giugno, a febbraio è uscito il libro.

Un titolo eccezionale, sicuramente uno dei titoli più belli dell’intera collana di libri a noi conosciuti, è una tua scelta e come è nata?
E' mia, è mia (Cristiano voleva chiamarlo "Terza misura e stanno su da sole"). Cercavo un titolo che fosse anche bello, non solo pop. Due estati fa tornavamo da Ostia alle quattro del mattino e come il sole all’improvviso mi è venuta l’illuminazione. Grazie a dio non si è opposto, non avrei saputo cos’altro inventare.

“Vienimi Nel Cuore” si può attribuire alla tua voglia di evadere dalla realtà o è semmai la rappresentazione della tua vita? Le tue esperienze riflettono nello specchio delle tue parole? Certo che sì. Ti rispondo con la mail in cui spiegavo a Cristiano il perché del titolo: vienimi nel cuore è una risposta poco pratica a una domanda molto pratica che prima o poi tutte le donne (e suppongo anche qualche uomo) si sono sentite rivolgere: dove vuoi che venga? Se, come logicamente accade, la domanda è posta durante o verso la fine del rapporto, la risposta è, di norma, determinata da tre fattori: vena del momento, scopo del gioco e metodo anticoncezionale usato. Esempi di risposte pertinenti e accettabili sono dentro, fuori, addosso, per terra. vienimi nel cuore no. Vienimi nel cuore lo si dice solo a pochissimi, e spesso neanche a voce alta. Vienimi nel cuore vuol dire un po’ più di mi piaci, ti amo; vienimi nel cuore vuol dire magari siamo stati insieme dieci minuti, ma quello che mi hai dato voglio portarmelo dentro per sempre. Anche se era solo una scopata, anche se quella persona è molto probabile che non la rivedrai più. Così succede in queste storie, molto più che nella vita. Non ho ancora deciso, onestamente, se sia un bene o sia un male.

La tua immagine quanto è importante? L’arte dell’apparire è una tua prerogativa o solo una puerile e femminile vanità? Sono terribilmente femmina e in questo pure un po’ vanitosa. Considera che sono stata un brutto anatroccolo per tutta l’adolescenza, credo influisca molto sul modo in cui mi vedo adesso. Mi piaccio, ma resto estremamente severa con me stessa. Ah, e ho un ovvio debole per i vestiti vintage, ovvio per chi mi frequenta, ovviamente.

La visione cinematografica delle cose (ami Lynch) quanto incide sulla tua esistenza e sul tuo modo di intendere le cose? Quali film del maestro ami e perché? (il mio blog porta il titolo di un suo film)
Ho notato! il mio preferito penso sia Wild At Heart, anche se a suo tempo è stato Twin Peaks a cambiarmi la vita. Quello che mi impressiona nel cinema di Lynch è il modo che ha di indovinare le donne, in particolare quelle perdute, senza via di scampo. Non a caso, in un’epoca dominata dai Take That e da Beverly Hills 90210, è stata Laura Palmer a assurgere a simbolo di un’intera generazione. Il cinema nasce come sogno. milioni di persone hanno vissuto vicariamente le estemporanee esistenze di attori e attrici, semidei perfetti cui tutto è lecito. Uno degli artisti che più amo, Neil Hannon, sintetizza così una mia massima di vita: and if your life depresses you/just live it through your favourite movie star. penso a Audrey Hepburn o Shirley McLane, e penso, oh sì.

Ho notato che nelle tue foto la posizione del viso e della mani assume un ruolo importante, a volte malizioso altre spensierato, altre triste altre riflessivo, cosa vuoi comunicare realmente? Le milleduecentoventisette micol che mi porto dentro, credo.

Credi che ci sia più libertà di espressione nel mondo letterario? Forse più che nella televisione o nel cinema? Sono semplicemente media di tipo diverso. Riguardo alla libertà di espressione non credo che la letteratura se la passi né meglio né peggio del cinema, mentre la televisione, devo confessare, è un mondo che non conosco. Non ne possiedo una da almeno un anno.

Cosa significa trasgredire al giorno d’oggi? E quali sono per te i limiti della trasgressione? Penso che oggi più che mai trasgredire significhi non omologarsi, non seguire le regole degli altri. In un mondo in cui tutto sembra vertere intorno a soldi, sesso, violenza e esperienze fast food, il vero trasgressore è il puro di cuore, il pistolero, il samurai, che non vende né tradisce sé stesso. iI quest’ottica, la trasgressione non ha limiti. Basta non porseli, e non arrendersi.


http://www.myspace.com/micoline

http://vieniminelcuore.splinder.com

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venerdì, 10 agosto 2007, ore 10:27
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CORTORRORE IN PROGRESS



ANNUNCIO: cercasi tre ragazze ed un ragazzo per riprese in data da definire, richiesta voglia di emergere, serietà, conoscenza di tematiche horror e abilità nel trucco
OBBIETTIVO: girare un cortometraggio horror-noir per ambire a concorsi nazionali
DOVE: provincia pavese (tunnel, ferrovia, naviglio, casa abbandonata)
IDEA: sviluppare una storia dai forti risvolti psicologici, con citazioni filosofiche, astrattismo visivo e atmosfere inquietanti da provincia italiana
INFLUENZE: Lynch, Cronenberg, Kubrick, Carpenter, Hitchcock, Bava, Avati
CONTATTO: vertigodj2004@libero.it

martedì, 07 agosto 2007, ore 19:51
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:RITUAL: N° 31 IN EDICOLA
 

E' uscito il numero 31 di :Ritual: la rivista dark più venduta in Italia. Il sottoscritto è presente con un paio di interviste e cinque recensioni by Matteo C. Buona lettura! (non dico di più perchè odio farmi pubblicità, ma la rivista vale davvero).
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sabato, 04 agosto 2007, ore 14:56
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BACI E BACETTI
LA PENISOLA DELLE IDIOZIE




Non se ne può più delle coppiette sceme che si toccano, si baciano, si annusano ad ogni angolo della strada, del mezzo pubblico, della spiaggia, del cinema, del negozio. Si dibatte sul bacio gay sotto "er colosseo" (una delle 7 meraviglie del mondo...bah) e non su questo scempio di stupidaggini esibizioniste, irriguardose, puerili e volgari, perchè io amo trasgredire ma l'amore non è merce da esibire, è un sentimento troppo intimo per essere sbattuto sotto gli occhi di tutti. Il bacio sulla bocca alla stregua della stretta di mano, fra poco al primo appuntamento ci ritroveremo a dover a tutti i costi baciare l'altra persona sulla bocca (magari anche con la lingua) altrimenti sembrerete schizzonosi, retrogadi, conservatori, tradizionalisti. Un bacio vale molto di più, il loro bacio è finto, il nostro è amore e sentimento. Lasciateli fare e se li vedete giratevi dall'altra parte, fate finta che non esistano nella vostra visuale, solo così farete un dispettuccio alla coppietta idiota.